Soprattutto arte, sì, ma soprattutto danza. Perché il corpo è stato il primo alfabeto, perché il movimento è stato il primo linguaggio. La danza è naturale e istintiva espressione del corpo umano ed è visceralmente collegata alla materia, alla Terra. Vita, nascita, cosmo, astri, ogni cosa esiste secondo un ritmo, la nostra stessa esistenza è legata a un ritmo, quello del cuore. Se ci pensiamo il battito cardiaco di nostra madre è il primo rumore cadenzato che abbiamo ascoltato. La danza nasce dal bisogno di ritrovare il ritmo che ci governa. Come tutte le arti, è nata da un’esigenza, da un desiderio di esprimere, esternare emozioni e sentimenti. Dalla necessità di comunicare, quando ancora il linguaggio della parola non era nato.

I primi movimenti

Può sembrare assurdo, ma è così: i nostri antenati hanno imparato prima il movimento del pensiero. Per muoversi non serve pensare, serve avere istinto e gli antichi ne avevano in abbondanza. Sapersi muovere velocemente e con ritmo serviva a scappare da un pericolo imminente o a cacciare prede. E proprio il ritmo della natura è stato la prima necessità dell’espressione corporea. Il corpo usato come strumento per riprodurre il suono di ciò che era considerato accogliente e familiare. La percussione del corpo con le mani e del suolo con i piedi, metteva in comunicazione l’essere umano con l’ambiente, con la Terra.

In definitiva, il movimento, scandito dal ritmo, è ciò che da sempre accompagna gli esseri umani lungo il loro percorso di vita. Percorso in stretta unione con il ritmo di ogni cosa appartenente alla natura: la luna, il sole, gli alberi, le maree.

Dopo la danza classica, il ritorno alla materia

Con la nascita della danza classica, l’unione essere umano-Terra è stato abbandonato in favore di una visione eterea della donna. La figura femminile era percepita come essere soprannaturale che viveva in stretta relazione con lo spazio del cielo e dell’aria. Fanciulla che necessitava di sostegno, di essere innalzata verso la purezza spirituale.

Ma l’istinto umano è terreno, ha radici solide e robuste legate alla materia. Per questo l’evoluzione della danza ha sviluppato un ritorno al contatto con il suolo. Ha riportato il corpo verso il basso, ancestralmente attratto da ciò che ha dato origine alla vita.

Una importantissima figura della storia della danza ha restituito al corpo il movimento naturale legato al rapporto con la Terra: Isadora Duncan. Si tratta della pioniera della danza moderna, colei che ha ricondotto la danza alla ricerca dell’armonia tra corpo e materia.

Isadora Duncan

È a cavallo tra i secoli XIX e XX che nella danza si verifica un sostanziale allontanamento nei confronti del metodo classico, troppo rigido e innaturale. Tra coloro che hanno portato grande innovazione, abbiamo Isadora Duncan, ballerina statunitense. La Duncan si ribella, presentandosi sul palco scalza, con i capelli sciolti e indossando abiti morbidi, larghi. La sua danza libera porta in scena un linguaggio del corpo in cui è l’istinto a dar voce ai movimenti. La Duncan riporta il corpo in allineamento con la mente, con il cosmo e i suoi elementi dai quali trae ispirazione per la danza libera. L’unità ritmica che si ritrova in tutte le manifestazioni della natura, nelle onde, nelle foglie, nei venti, rappresenta il principio su cui si fonda la sua arte, una sorta di rito, attraverso cui il danzatore entra in comunicazione con il respiro di ogni cosa, della terra, degli alberi, del mare.