Noi esseri umani occupiamo più del 50% delle terre emerse. Questa nostra onnipresenza ha provocato grandi squilibri agli ecosistemi dovuti alla perdita di biodiversità. La deforestazione, i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la caccia sono i maggiori responsabili dello sbilanciamento della naturale distribuzione delle specie animali e vegetali. La natura si sente minacciata da noi e reagisce alla nostra presenza, a volte persino abbandonando un’intera area.

Due designer austriaci hanno studiato e analizzato le diverse reazioni di piante e animali all’approssimarsi dell’Uomo e, nel 2014, hanno realizzato Ephemera, un progetto per Perrier-Jouet, il famoso produttore di champagne. Si chiamano Katharina Mischer e Thomas Traxler e si firmano mischer’traxler, rigorosamente con le iniziali minuscole. L’installazione principale di Ephemera è un grande tavolo di quercia, sul quale sono rappresentate, in metallo colorato, alcune specie di piante e insetti. È una natura animata che vibra e ondeggia come il verde sulla pendice di una collina mosso da una leggera brezza, ma al passaggio o all’avvicinarsi di qualcuno, si ritrae. È la reazione di timore, di paura, della natura alla nostra presenza, quella sua sfuggevolezza che da sempre ci affascina. Pensiamo a cosa succede quando tocchiamo anche solo leggermente una lumaca o ci avviciniamo incuriositi a un animale selvatico, ognuno a modo suo indietreggia, scappa.

La ricerca di mischer’traxler sugli insetti, per cui nutrono grande interesse in relazione al ruolo fondamentale che queste creature, alcune minacciate di estinzione, ricoprono all’interno dell’ecosistema, continua con Curiosity cloud, presentato per la prima volta al V&A Museum durante il London Design Festival 2015. L’installazione comprende 264 lampadine in vetro soffiato, appese in una stanza. Ogni globo di vetro contiene un insetto fabbricato a mano. Da lontano, gli insetti sono calmi, ma mentre i visitatori entrano nella stanza buia e si avvicinano all’installazione, le lampadine, percependo la loro presenza, si illuminano e gli insetti prendono vita. Iniziano a turbinare e volare all’interno dei vasi, toccando il vetro e creando una forte vibrazione sonora. Gli insetti mostrati rappresentano 25 specie diverse provenienti da tutto il mondo, suddivise in tre categorie: estinte o fortemente minacciate, molto comuni e scoperte di recente.

Mischer’traxler non costringono a una visione univoca delle loro opere, suggeriscono una riflessione su temi che considerano importanti, la scelta di approfondire o limitarsi a un’osservazione superficiale è del pubblico, anche se è impossibile, nel momento in cui viene decontestualizzata e resa più evidente, non riflettere sulla stretta connessione esistente tra Uomo e Natura. Connessione che troppo spesso conduce a una supremazia violenta dell’essere umano, ma che a volte riesce a trasformarsi in un meraviglioso scambio di vita e di anima, come accade nel progetto Flying gardens, che mischer’traxler, tra il 2012 e il 2015,  hanno realizzato per una casa di riposo di Vienna. I due designer hanno deciso di portare gli elementi del piano terra, dov’era presente il giardino di un cortile interno, precedentemente pianificato con felci e un piccolo stagno, ai residenti impossibilitati di raggiungerlo a causa della loro obbligata immobilità. Con movimento costante, 20 setacci d’acqua e 20 vasi di felci attraversano lentamente le finestre delle sale comuni. I setacci si riempiono nello stagno e durante il loro percorso di salita fanno ricadere l’acqua in piccole gocce creando un gioco di forme e suoni assieme alle felci che si alzano e si abbassano alternandosi al loro movimento.

Per chi volesse saperne di più, questo è il link al sito di mischer’traxler.

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