È in corso in questo momento a Palazzo Strozzi di Firenze, la mostra di opere interattive di Tomás Saraceno dal titolo Aria. Saraceno crea città sostenibili e prova a immaginarsi come si vivrà nel prossimo futuro. Tutto in funzione di un sistema totalmente sostenibile. La realtà di Saraceno appartiene a un mondo che si è risanato dove l’uomo è in completa armonia con l’ambiente.

Come saranno le città del futuro?

Libri e film del passato, penso a Blade Runner, hanno ritratto la nostra contemporaneità sempre immaginandoci a bordo di automobili volanti. Così non è stato, ma viene da chiedersi: il nostro futuro, quindi, si farà spazio tra le nuvole?

È certo che automobili volanti e tecnologie varie dovranno allinearsi a una realtà che necessita sì di innovazione, ma anche di sostenibilità. Quindi di una tecnologia che non crei depressione economica, ma che sia di sostegno all’umanità e alla sua evoluzione. Laddove per evoluzione s’intenda un processo di inclusione, consapevolezza e compassione. Perché quando l’evoluzione, invece, è una strada che rende incoscienti (privi di coscienza) e indifferenti, portando all’esclusione, allora non siamo di fronte ad alcun progresso.

Tomás Saraceno, l’artista delle città volanti

In una realtà in cui l’aria è compromessa da radiazioni elettromagnetiche ed emissioni di anidride carbonica che inquinano il nostro respiro, Saraceno immagina un mondo diverso, senza combustibili fossili. Un mondo oltre l’Antropocene, ossia l’era dell’uomo e dei cambiamenti climatici. Un mondo che non abbia più l’Uomo al suo centro, come concezione rinascimentale, ma un Uomo che sia elemento tra gli elementi del pianeta. Che con essi conviva e condivida. L’aria di questa nuova era geologica, chiamata Aerocene, è pulita. La percezione del respiro stesso cambia, la percezione del mondo, cambia. Si sente la presenza dell’aria che si sposta ai nostri movimenti e con il nostro respiro. È una presa di coscienza di ciò che solitamente diamo per scontato, anzi, a cui nemmeno facciamo caso, perché invisibile. Mentre in realtà l’aria è la nostra vita, è l’elemento che ci permette di percepire, la vita.

Chi è Tomás Saraceno

Tomás Saraceno è un artista e architetto argentino. Ha partecipato con le sue opere a diverse edizioni della Biennale di Venezia. Nel 2009 è stato artista residente all’International Space Studies Program della NASA con i suoi progetti, tra cui l’aerogel, un materiale leggero e resistente che ha brevettato.

Il tema principale della sua arte è l’uso della tecnologia per la creazione di realtà sostenibili per il pianeta e per l’Uomo. Una tecnologia amica dell’Uomo che ne migliori l’esistenza e che la sostenga.

Tomás ha una concezione olistica della vita e del mondo stesso. Un mondo unito e compatto, in cui i collegamenti siano naturali, ovvi, in cui non esistano confini geografici ma nemmeno mentali tra le discipline. In cui la vita, una vita aerea, abbia basso impatto ambientale.

La percezione del mondo

Durante il percorso di visita ad Aria, si incontrano sale buie. Sale in cui viene inibito il senso principale, la vista, di cui oggi, nell’era dell’immagine per eccellenza, facciamo ampiamente uso. Dobbiamo imparare a “vedere” il mondo con gli altri sensi a nostra disposizione. E allora scopriamo quanto sia meravigliosa e fondamentale la percezione di ciò che ci sta intorno senza che di esso ce ne appaiano le sembianze.

La fonte principale di ispirazione di Saraceno, infatti, sono i ragni e le ragnatele, che riproduce assiduamente sia come simbolo di possibilità di vita sospesa che come esempio di forma di vita privata della vista ma con una forte attività sensoriale.

“I ragni vivono a casa mia o io vivo a casa dei ragni?”, si chiede Saraceno.

Per informazioni sulla mostra:

Mostra Tomas Saraceno- Palazzo Strozzi

Presentazione Mostra di Tomas Saraceno