I paesi di tutto il mondo hanno definito tre gruppi di obiettivi fondamentali che andranno raggiunti entro il 2030. Si tratta delle cosiddette dimensioni della sostenibilità, che coinvolgono la salvaguardia dell’ambiente, lo sviluppo economico e lo sviluppo sociale.

L’inserimento della sostenibilità sociale tra gli obiettivi dei paesi già impegnati sul fronte economico e ambientale, è conseguenza della stretta connessione con le altre dimensioni. Raggiungere qualsiasi obiettivo dal punto di vista globale, tralasciando l’esistenza del considerevole divario sociale, sia tra i popoli che individuale, è impensabile.

Cos’è la sostenibilità sociale

La sostenibilità sociale aspira ad assegnare dignità alla vita di ogni singolo uomo. Per realizzare ciò è necessario che i governi di ciascun paese si impegnino, prima di tutto, a garantire equità tra i cittadini. Parola, equità, da non confondere, come in molti casi avviene, con uguaglianza. Distribuire risorse in maniera uguale significa dare a tutti la stessa cosa in quantità identica. Distribuire equamente, significa dare a ognuno ciò di cui ha bisogno in base, ad esempio, alle esigenze specifiche di vita e alle caratteristiche del territorio.

L’agenda per il 2030

L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è un progetto sottoscritto nel 2015 dai governi di 193 stati membri dell’ONU. Il progetto contiene un programma d’azione con obiettivi che hanno come scopo quello di sostenere sia i singoli individui che il pianeta tutto. Il punto chiave della sostenibilità sociale è, come abbiamo detto, il raggiungimento delle stesse opportunità per tutti i cittadini di ogni generazione, presente e futura. Le generazioni più giovani hanno meno possibilità rispetto a quelle immediatamente precedenti e ciò rende la vita sicuramente inappagante e, in alcuni casi, addirittura inaccettabile.

Far fronte a un cambiamento globale significa occuparsi, tra le varie cose, delle comunità locali e dei singoli aspetti degli stili di vita presenti. Essere cittadino responsabile, non è solo un fatto di etica personale, rappresenta la base da cui partire per sviluppare un cambiamento sociale su scala mondiale.

La comunicazione

Cosa implica la responsabilità civica? Ovviamente, come risaputo, tutti quegli aspetti connessi a un’esistenza portata avanti nel rispetto della vita e del pensiero in ogni sua forma. Ma la parola rispetto è applicabile non solo a ciò che già esiste o si manifesta, lo è anche in funzione di ciò che si è perso e che si dovrebbe, in ottemperanza ai nostri bisogni sociali e quindi al rispetto di essi, recuperare.

In una realtà in cui la crescita della popolazione urbana e dei mezzi di comunicazione sono inversamente proporzionali allo sviluppo della capacità di comunicazione stessa, oltre a parlare di lavoro o di lotta alla povertà, si dovrebbero anche prendere in considerazione le evidenti difficoltà del singolo nel rapporto con l’altro. Tra le cause, sicuramente l’inesistenza, a livelli ancora imbarazzanti, di adeguata istruzione che permetta di interpretare correttamente il messaggio dell’interlocutore. E, senza ombra di dubbio, la pericolosità del cambiamento repentino che l’umanità ha subito negli ultimi anni con la trasformazione radicale dei mezzi di comunicazione.

Sostenibilità dei rapporti umani

La soppressione, laddove non necessaria, della comunicazione non verbale (linguaggio del corpo) o paraverbale (tono, volume, timbro) sta creando vuoti nei rapporti interpersonali, rendendoli inconsistenti. Stiamo troppo spesso spersonalizzando il nostro interlocutore e anche noi stessi. Il rischio è quello di rivolgersi all’altro senza più tenere presenti le sue caratteristiche individuali, comprendendolo in un insieme omogeneo di contatti generici. Dal momento in cui non è possibile e nemmeno auspicabile un ritorno al vecchio, si dovrebbe pensare al miglioramento della comunicazione sociale come obiettivo 2030. È necessario creare nelle persone, oltre alla capacità comprensione dei testi, la facoltà di andare oltre, di aggirare l’inesistenza della comunicazione non verbale e paraverbale. Questo in favore di un ripristino della bellezza e dell’armonia dei rapporti umani e di conseguenza di un possibile futuro più sostenibile per tutti.