Ormai tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta nella vita, della quinoa. Con l’avvento di diete particolari, che vanno dal vegan al “senza glutine”, abbiamo iniziato a portare sulle nostre tavole cibo fino a qualche anno fa sconosciuto ai più. Oggi si sente frequentemente parlare di gallette di riso, di zenzero o di soia. Ovviamente sì, anche l’andamento sul mercato dei generi alimentari segue le mode, ma se, come accade ora, si tratta di una moda positiva per la salute delle persone, ben venga. Il benessere, per fortuna, almeno in Italia, è di moda in questi anni.

Ma le abitudini alimentari non stanno cambiando solo nel paese dell’arte culinaria per eccellenza. Anche nel resto del mondo ci sono segnali che portano a pensare che finalmente si sia compresa l’importanza di una corretta alimentazione.

Cos’è la quinoa

La quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae. Per intenderci, parliamo della stessa famiglia cui appartengono la barbabietola, la bietola e lo spinacio. La pianta, originaria dell’America del Sud, viene coltivata da oltre 5000 anni e dispone di almeno 200 varietà. I semi sono ricchi di amido, fibre e proteine quali calcio, fosforo e ferro (in maggiori quantità rispetto ai cereali). Si possono mangiare anche le foglie, seppur, almeno nel nostro paese, sia abbastanza difficile reperirle.

Il sapore è delicato e abbastanza diverso da pasta e riso. Diciamo che ricorda il gusto di alcune piante della sua famiglia, come per esempio gli spinaci.

La caratteristica più rilevante della quinoa è di essere senza glutine. Questo la rende preziosa soprattutto per chi soffre di celiachia, ma anche per chi sceglie di ridurre l’apporto di glutine nella dieta.

La quinoa è un cereale?

 Pochi sanno che la quinoa, nonostante la si utilizzi come tale, non è un cereale, mentre può invece essere considerata uno pseudocereale. Questa parola, entrata nell’uso comune, indica piante che producono frutti i quali, una volta macinati, danno farine utili per la produzione di alimenti. Gli pseudocereali conosciuti sono: la quinoa, l’amaranto, la chia e il grano saraceno. Tutti quanti sono assolutamente senza glutine.

La quinoa va sciacquata?

Va per la maggiore la tendenza a sciacquare la quinoa. Il motivo è la presenza di saponina. La saponina è un composto chimico che contiene una parte zuccherina. Il gusto delle saponine è, però, estremamente amaro. La loro funzione è, infatti, quella di tenere lontane le aggressioni dei parassiti durante la coltivazione. Le saponine hanno un elemento che per l’uomo risulta tossico. L’effetto tossico è ridotto al minimo se ingerita, mentre è alto se questa sostanza viene assunta per via parenterale. Le aziende che confezionano la quinoa, normalmente lavano il prodotto, ovvero lo sottopongono a un processo di rimozione dello strato superficiale che contiene saponine. Di conseguenza non è necessario sciacquarla prima di utilizzarla, nonostante sul web le informazioni dicano spesso il contrario.

Di seguito alcune ricette: