La nascita della moda in Italia. La moda è da sempre italiana. E non solamente nell’abbigliamento: arte, architettura, letteratura e vari settori della vita sociale, sono stati influenzati da regole del tutto italiane. Nel nostro paese si sono creati e concentrati i presupposti per la nascita del classico ed eterno buongusto italiano. Quello raffinato, composto ed elegante. Quello che è giunto a noi da secoli di storia del lavoro e delle abitudini, in cui sono stati selezionati usi, comportamenti e mode. Lo stile che ha creato la bellezza unica di un piccolo paese d’arte che da sempre detta le linee guida nell’intero panorama mondiale. Ecco la nascita della moda in Italia. 

Cos’è la moda?

Vi siete mai chiesti che cos’è la moda? Il termine moda deriva dal latino modus, che significa misura, maniera, modo. La parola è stata femminilizzata successivamente e descrive un fenomeno che, secondo Simmel, ha a che fare contemporaneamente con il bisogno di uguaglianza sociale e differenziazione individuale. La moda oggi è un modo per affermare l’appartenenza a un dato stile di vita (le classi sociali di una volta), differenziandosi, però, sia dagli appartenenti allo stesso gruppo, che da coloro che ne sono fuori. La moda, quindi, è un atto comunicativo che definisce chi sei ma anche chi non sei. Oggi, momento storico in cui le possibilità di vita e di identità sono infinite, sentiamo ancora di più il bisogno di sapere che apparteniamo a un gruppo sociale per non sentirci persi in un mondo così vasto, ma anche, per lo stesso motivo, di dare prova della nostra unicità e personalità.

Quando e perché nasce la moda

Nello specifico, la moda è nata proprio per i motivi per cui ora continua a esistere e a dare senso sia alla diversità che alla omologazione. Prima del XIII secolo, gli abiti erano larghi, costituiti da lunghe tuniche sia per l’uomo che per la donna, con maniche separabili e lunghi cappucci. Fu a partire da questo secolo che si rese necessaria la differenziazione, applicata sia per la distinzione sociale che di genere. La diversificazione dell’abbigliamento maschile e femminile avviò un processo di rappresentazione della propria personalità attraverso gli abiti. E non solo della personalità: in una realtà nuova che mutava rapidamente, poter identificare, ad esempio, il ruolo e la classe sociale di qualcuno all’interno della società, solo con uno sguardo, si stava rivelando fondamentale.

I nuovi abiti

Ecco allora che gli abiti femminili iniziarono a diventare più aderenti, mentre quelli maschili piano piano si accorciarono nelle gambe. Si stava delineando il bisogno di una evidenziazione delle forme e della sessualità. Cosa che indignò i moralisti, i quali condannarono apertamente questo nuovo atteggiamento. La nascita della moda mise inoltre in risalto figure professionali che si specializzarono sempre di più nel campo. Quindi mercanti, artigiani, bottegai, sarti, cappellai, ricamatori, ruotarono attorno a questo mondo che si avviava verso la complessità di una organizzazione moderna. In tutto ciò, una piccola invenzione dell’epoca diventò essenziale per la foggia degli abiti aderenti. Arrivò il bottone, minuscolo quanto fondamentale elemento della moda rinascimentale che permetteva di infilare indumenti attillati chiudendoli successivamente.

L’uomo ora era al centro del mondo.