Anzitutto è bene fare una precisazione: l’intelligenza artificiale non costituisce un pericolo in quanto potenzialmente in grado di diventare cattiva. Questo pensiero indotto dai film, ovviamente non è verosimile. Il reale eventuale pericolo a cui stiamo andando incontro è rappresentato dal metro di misura che i robot usano per prendere decisioni: la razionalità.

E se un giorno i robot dovessero applicare con risolutezza scelte che mettessero a repentaglio la nostra vita?

La parola umanità viene dal latino humanĭtas che deriva da humanus cioè umano. Il vocabolario etimologico Bonomi, alla voce umano, recita: “che compassiona le infelicità del suo simile”. Treccani dice: “equo, affabile, pieno di comprensione, aperto a sentimenti di pietà”.

Il problema è che per noi la scelta giusta spesso non dipende dalla convenienza in termini razionali ma da valori legati ai sentimenti.

Dove stiamo andando?

È recente la notizia pubblicata da Notiziescientifiche.it che riporta la preoccupazione di Elon Musk, amministratore delegato di Space Exploration Technologies Corporation (azienda aerospaziale statunitense) e Tesla, rispetto al futuro momento, non troppo lontano, in cui l’intelligenza artificiale supererà quella umana.

I robot dovrebbero sempre essere progettati per fare ciò che l’Uomo richiede loro, con un’intelligenza molto superiore alla nostra, potrebbero invertirsi i ruoli. Vorrebbe dire non comprendere più ciò che noi stessi abbiamo costruito.

Per questo motivo, Musk invita alla cautela.

Il lato sostenibile della tecnologia

L’altra faccia della medaglia dell’intelligenza artificiale è la sua innegabile straordinaria utilità. Infatti, i vantaggi dell’utilizzo dei robot sono innumerevoli. Possono entrare in campo in diversi settori, tra cui quello della sostenibilità ambientale o aziendale. Sostenibilità può significare tante cose, per esempio risparmio di risorse, tutela della vita o diminuzione dell’inquinamento.

Nelle aziende, i robot sono utili anzitutto perché si occupano, e questo già diversi anni, di lavori che per gli esseri umani sarebbero troppo pericolosi. In secondo luogo perché permettono, grazie alla loro precisione, un notevole risparmio di materiali, di energia e di sprechi di produzione.

Sono diversi i progetti che stanno coinvolgendo l’intelligenza artificiale per la salvaguardia dell’ambiente. I robot, in questo caso, hanno il compito di raccogliere dati e informazioni utili a strutturare un’eventuale strategia per aiutare le specie a rischio. Ma ci sono anche intelligenze artificiali che mettono esse stesse in pratica queste strategie.

I robot sostenibili

I robot del futuro saranno interamente progettati con materiali riciclati o biodegradabili, alimentati da fonti energetiche rinnovabili e bioispirati. Per bioispirati s’intende ispirati alle forme di vita presenti in natura, con parti anche morbide, in modo da favorire l’interazione con l’ambiente.

Un esempio è SlothBot, un robottino messo a punto dagli ingegneri della Georgia Institute of Technology (Georgia Tech). SlothBot è ispirato ai bradipi, ha perciò la lentezza come elemento cardine che governa il suo lavoro e i suoi movimenti. Non c’è bisogno di velocità, la natura ha i suoi ritmi e vanno rispettati. Ecco perché Sloth Both, alimentato a energia solare, si muoverà aggrappato a cavi metallici tra gli alberi con assoluta lentezza, non disturbando la vita intorno. Il suo compito sarà di rilevare dati osservando insetti impollinatori e le varie interazioni tra mondo vegetale e animale.