Il giardino sostenibile è una filosofia legata all’amore e al rispetto per la natura. Infatti, affinché sia sostenibile, un giardino deve considerare le caratteristiche dell’ambiente ed essere messo nelle condizioni di formare un ecosistema con un equilibrio stabile. L’ecosistema prodotto deve avere la possibilità di autoregolarsi per diventare, in questo modo, quasi indipendente dall’intervento umano.

Nella progettazione è necessario, anzitutto, comprendere le proprietà del terreno e le condizioni climatiche della zona. Una volta scelte le piante più adatte, sarà doveroso pianificare un metodo di gestione che elimini i probabili sprechi. Esistono metodi semplici e utili che garantiscono risparmio di acqua, di tempo per la manutenzione, e il riciclo di materiali che altrimenti andrebbero buttati.

Pianificare un giardino sostenibile significa ascoltare la natura mettendosi al servizio di essa, assicurandole il giusto nutrimento e le cure che ne rispettino la struttura. Questo in funzione del fatto che, ogni pianta ha un proprio portamento naturale che va assolutamente assecondato. Vivere in armonia con la natura, vuol dire saper vedere e riconoscere la bellezza in ciò che si presenta autentico e spontaneo nella sua essenza.

Biocompensazione e xeriscaping

La biocompensazione è una tecnica che consiste nell’inserimento di piante che fungono da deterrenti contro l’inquinamento urbano. Soprattutto in ambienti cittadini, è vivamente consigliato avvalersi di questo sistema. Infatti, esistono diverse specie di alberi o arbusti in grado di assorbire sostanze dannose presenti nell’aria. Oltre a incamerare anidride carbonica per regalarci ossigeno, queste piante, attraverso il loro metabolismo, riescono a isolare le sostanze tossiche in particolari cellule. Tutto ciò avviene a livello fogliare dove, a foglie con superficie più rugosa, appartiene una maggiore efficacia.

Un’altra tecnica utilissima per rendere il giardino sostenibile, è lo xeriscaping. La parola viene dal greco xeros, “asciutto”, e dall’inglese landscaping, ovvero “gestione del paesaggio”. Lo xeriscaping è un metodo che consente di risparmiare acqua su più fronti. Per esempio, scegliendo piante che, in caso di lunghi periodi di siccità, siano resistenti. Oppure raccogliendo l’acqua piovana attraverso contenitori riciclati o cisterne.

Riciclare: il compost

Riciclare per progettare un giardino sostenibile può significare tante cose. Anzitutto, si può pensare di organizzarsi per creare terriccio organico: il compost. Nella tecnica del compostaggio si mettono insieme rami, foglie, resti di frutta e verdura e si raccolgono in un punto recintato o in appositi bidoni. Per un buon risultato è indispensabile l’areazione, in quanto i microrganismi deputati alla decomposizione dei materiali si attivano solo in presenza di ossigeno. Ciò che si ottiene non è esattamente un concime, ma è un terriccio comunque ricco di humus e di sostanze nutritive importanti per il terreno.

Riciclare: le decorazioni

Per avere sempre un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente, infine, ci si può sbizzarrire nelle decorazioni. Riciclando materiali inutilizzati o rotti, con un po’ di fantasia possiamo dare un tocco di originalità al giardino. Pensate che la pratica del riuso è diventata talmente creativa da spopolare sulle riviste di design del giardinaggio. Vengono riciclati barattoli, stivali di gomma, pneumatici, cappelli, ombrelli e tutto ciò si possa immaginare come vaso o trasformare in oggetto d’arredo.

Buon divertimento!