Il caprifoglio, arbusto dal profumo inebriante che racconta l’amore, simbolo, dell’amore, di un legame indissolubile, come quello assoluto tra Tristano e Isotta. E, come tutti gli amori, dominati dalla tenerezza, dalla passione, ma celanti rischio, pericolo, paura. Così, il caprifoglio, emblema di questa ambivalenza, sorretto e sospinto dall’ostinazione del desiderio d’amore, intreccia i suoi rami immortali all’eternità del nocciolo.

Le caratteristiche del caprifoglio

La Lonicera, meglio conosciuta come caprifoglio, è un arbusto rampicante che fiorisce tra maggio e luglio. È una pianta dalle mille virtù che viene impiegata in diversi modi: come tisana, decotto, infuso. Aiuta a calmare le irritazioni e le infiammazioni e ha proprietà astringenti. L’honeysuckle (caprifoglio) è anche un fiore di Bach che viene utilizzato per le persone che vivono di ricordi. Chi non riesce ad accettare i cambiamenti e rimane ancorato al passato.

È, inoltre, una pianta adatta alla pratica dello xeriscaping, ovvero un metodo di gestione del paesaggio e del giardino che permette di risparmiare acqua. Infatti, è poco esigente e, a parte nei periodi di grande caldo, vive benissimo anche solo nutrendosi di acqua piovana.

Il caprifoglio, l’essenza incantatrice, fu amato anche da Coty, famoso profumiere francese vissuto tra il XIX e il XX secolo, che lo volle per le sue fragranze.

Il caprifoglio, dolce ma pericoloso

Le nostre prime passeggiate. La primavera. I profumi raccolti lungo il cammino, sovrastano ogni altra presenza intorno a noi. Il profumo più inebriante, più dolce, delicato ma vivace, dal sentore esoterico: il caprifoglio. È praticamente impossibile non fermarsi a odorarlo in silenzio, con gli occhi semichiusi, trasognanti e il naso all’insù.

Simbolo di profondo legame d’amore, di quel sentimento impetuoso, intenso, che appare tanto più rischioso quanto più intreccia la sua trama. Così è anche il caprifoglio: un’euforia appassionata, un dilagare di fragranza insaziabile che al culmine della sua essenza svela il suo veleno. Infatti, le bacche color arancio o rosso vivo, che seguono la fioritura, sono generalmente tossiche.

Il caprifoglio, creatura affascinante avvolta nel mistero di una natura ambivalente, e proprio per questo inspiegabilmente intrigante. Così intrigante da essere citata, assieme al nocciolo, in una delle storie d’amore per eccellenza, quella di Tristano e Isotta.

Il caprifoglio e il nocciolo, un legame d’amore

Tristano e Isotta, amore impossibile ma indissolubile. Un amore a cui fu impedito di vivere, che si spense nel vuoto.

È così che si conclude la vicenda dei due giovani costretti ad allontanarsi l’uno dall’altra da matrimoni ingiusti, da un’epoca, ingiusta. Tristano, gravemente ferito, convinto del rifiuto di Isotta alla sua richiesta d’aiuto, si lascia andare tra le braccia della morte. E lei subito dopo. Un legame caprifoglino, che nel momento in cui esprime la piena intensità della sua essenza, si trasforma in veleno.

Accanto al caprifoglio, un nocciolo, albero di saggezza, di forza, la stessa forza che sostiene il desiderio di Tristano e Isotta di appartenersi e amarsi, così come simbolicamente continuò a essere.

Si narra, infatti, che sulle loro tombe crebbero un nocciolo e un caprifoglio. Il caprifoglio s’intrecciò all’albero, che non poté fare a meno di lasciarsi inebriare da quel profumo soave, da quell’incantesimo mortale ma eterno.