I bambini, si dice non provino risentimento: la loro innata propensione e tendenza alla felicità li guida in modo naturale verso la serenità, la pace, la gioia. Come ben sappiamo, sono la fascia in assoluto più pura, probabilmente insieme agli anziani. Le due fasi della vita sono indiscutibilmente legate da una stessa intenzione: il semplice quanto essenziale e sostanziale, bisogno di afferrare e trattenere a sé solo ciò che viene ritenuto più vantaggioso per l’esistenza, scartando il resto.

Pensando invece alla Natura, ovvero a ciò che ci circonda, abbiamo l’abitudine di assegnare a essa capacità di ragionamento simili a quelle di un essere umano in fase adulta – in cui non avviene quasi mai questa distinzione tra inutile e vantaggioso – credendo, cioè, che sia in grado di provare e serbare rancore, mettendolo in conto a chi le fa del male. Ma le azioni della Natura sono in realtà unicamente dettate da un sano istinto di conservazione della vita, anche nel caso in cui decida di sacrificarne una parte. Il paragone che calza meglio, è quindi sicuramente quello con bambini e anziani. Anche la Natura ricerca la pace e la serenità e nonostante tutto continua a tentare di garantircela e di assicurarsela, perché in fin dei conti la vita tende in modo del tutto naturale a bellezza e armonia.

Un esempio meraviglioso di come la Natura sia disposta a mettere in atto soluzioni inclini alla conservazione della vita, scartando ciò che ritiene inutile e dannoso, è rappresentato da una tecnica totalmente sostenibile adottata di recente dall’Uomo: è stato scoperto che alcune specie di piante hanno la capacità di assorbire sostanze altamente nocive come metalli, pesticidi, solventi, idrocarburi del petrolio, e di trattenerle o rilasciarle nell’atmosfera in altra forma. Questo metodo naturale, la fitobonifica, viene quindi sempre più spesso impiegato per la bonifica, pulizia di acque e terreni inquinati, con ottimi risultati e costi ridotti.

Ci sono diversi processi impiegati, il più diffuso è sicuramente la fitoestrazione, chiamata anche fitoaccumulazione, ed è una tecnica che si basa sull’assorbimento di contaminanti da parte delle piante e sul loro trasferimento agli organi aerei, quelli che stanno, cioè, al di sopra del terreno e che vengono poi successivamente tagliati permettendo la rimozione definitiva delle sostanze tossiche.

Una delle piante considerate più efficaci per questo tipo di operazione, è la canapa, una specie particolarmente resistente che cresce in fretta e sviluppa lunghe radici che le permettono di arrivare in profondità ad assorbire le sostanze inquinanti, tollerandone grandi percentuali. Assieme alla canapa troviamo anche girasole, mais, pioppo, salice, vetiver e tante altre. Ovviamente la scelta della pianta da utilizzare verrà effettuata in base al tipo di inquinanti presenti nel terreno e alla coltivazione più adatta al territorio.

Per la pulizia delle acque, invece vengono impiegate alghe dall’elevata capacità di assorbimento di sostanze tossiche, la lattuga di mare e la Chlorella, per esempio, risultano potenti alleate, nonché soluzioni economiche e totalmente sostenibili. La Chlorella viene utilizzata anche come integratore alimentare sempre per lo stesso motivo: depura il corpo da metalli pesanti e da contaminanti dannosi e nocivi.