Che cos’è la fermentazione? È un processo biochimico attraverso il quale i microrganismi presenti negli alimenti, trasformano ciò di cui si nutrono per vivere, in prodotti ricchi di energia. Il tutto avviene in totale assenza di ossigeno. Parlando di fermentazione si intende, quindi, un semplice meccanismo che permette di ottenere energia vitale dagli alimenti.

I cibi fermentati possiedono elevati valori nutrizionali e sono essenziali per la salute e il corretto funzionamento del nostro intestino. Come sappiamo bene, numerosi disturbi e malattie provengono proprio da una situazione di disbiosi intestinale, che può essere causata da diversi fattori: utilizzo di farmaci, vita sedentaria, stress psicofisici, pasti troppo rapidi e dieta ricca di cibi raffinati e conservanti chimici. Tutto ciò concorre ad alterare la flora batterica intestinale e quando, diminuendo il numero di batteri vantaggiosi presenti, si spezza l’equilibrio tra questi e i batteri potenzialmente dannosi, che normalmente risiedono nell’intestino, si crea una disbiosi. Ne conseguono infiammazioni che possono trasformarsi in gonfiori addominali, ma anche, nel tempo, in problemi più gravi.

Ecco perché è importante inserire alimenti fermentati nella dieta, che oltre a essere più nutrienti e digeribili degli stessi cibi crudi o cotti, contengono microrganismi probiotici (batteri, lieviti buoni, enzimi).

I probiotici, presenti in grandi quantità nei fermentati, sono microrganismi vitali capaci di mantenere o migliorare la flora batterica intestinale. Il termine probiotico deriva dal greco pro e bios e significa “a favore della vita”, indicando, appunto, l’effetto positivo che questi batteri esercitano sulla salute umana.

La fermentazione è una scoperta antica, già ai tempi dei Sumeri esisteva la birra, gli Egizi si avvalevano di questo metodo per produrre vino e pane, e le antiche civiltà d’Oriente, utilizzavano salse e bevande fermentate a base di riso, miele e soia. Questa tecnica si è tramandata in ogni civiltà fino ad arrivare a quelle moderne. A causa della nascita del cibo industriale, che ha apportato nuovi metodi di conservazione surgelando o aggiungendo componenti chimici, gli alimenti hanno perso energia vitale e sostanze nutritive fondamentali per l’essere umano.

Gli alimenti fermentati che troviamo al supermercato sono la birra, il vino, lo yogurt, i crauti e pochi altri. Visto e considerato che non possiamo di certo aumentare il consumo di alcolici e che è meglio limitare l’assunzione di latte e derivati, è utile sapere che esistono altri modi più salutari per introdurre alimenti fermentati nella nostra dieta:

– il lievito madre, che grazie alla fermentazione risulta molto più digeribile del lievito di birra. Ecco una ricetta: Creare il Lievito Madre Naturale o Pasta Madre partendo da zero.

– Il kefir, bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte, che può essere sia di origine animale che vegetale e dai cui è possibile poi preparare anche la stessa bevanda a base di acqua: Come preparare il kefir d’acqua e Preparare il kefir di latte.

– Un’altra interessante soluzione per assumere probiotici, è fermentare la verdura in vasetti di vetro. È semplicissimo e permette di conservarla a lungo: Come preparare le verdure fermentate.

– Infine, se abbiamo voglia e tempo, possiamo cimentarci nella preparazione dei fermentati thailandesi. Si tratta di verdure, frutti ed erbe, che vengono messi a fermentare per tanto tempo. Più si lascia che il processo continui, anche anni, maggiore sarà il loro effetto positivo sulla flora intestinale. Ecco come prepararli: Fermentati per la vita: mille usi e la ricetta per farli in casa.