Seguendo una delle tante interpretazioni, l’annuncio di Plutarco “Il grande Pan è morto”, in cui per la prima volta nella storia si parla della morte di un dio – il dio delle selve e della natura – sarebbe riferito alla perdita di connessione degli uomini con il proprio istinto e con la natura, dovuto all’avanzare del cristianesimo.

Nel momento in cui l’essere umano abbandona il legame con se stesso e con ciò che lo circonda, si spezza e viene meno il rapporto originario che unisce ogni cosa all’altra, l’anima mundi, l’anima del mondo, ovvero il principio che unifica tutto e lo ricollega all’origine. Plotino distingueva l’anima superiore, il divino, dall’anima inferiore, l’anima mundi, che regge il mondo. L’anima mundi è in contatto sia con il divino che con il mondo e ha, quindi, memoria di ogni cosa esistita e accaduta. I suoi ricordi si trasformano in ciò che modella e struttura il mondo inferiore, gli archetipi, che secondo Jung sono modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana, un inconscio collettivo, cioè, che comporta schemi comuni nella vita degli individui e che si trova in ogni cultura; impronte genetiche presenti nella psiche di ogni essere vivente.

Ma nonostante l’origine comune tra le cose del mondo, il risultato è necessariamente la nascita di una molteplicità, di una complessità, in cui la singola creatura è il tutto e nel contempo è un unicum irripetibile.

“Esistono due modi sbagliati di rapportarsi con l’altro: rifiutarlo perché diverso o accettarlo negandone la diversità.”

Questa citazione tratta dal libro Il teatro dell’altro di Marco De Marinis, docente di Discipline Teatrali nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, mette in luce due comportamenti non corretti: rifiutare ciò che è diverso significa ignorare l’esistenza di una matrice comune, di una stessa anima, l’anima mundi, appunto, mentre accettarlo accomunandolo a se stessi, è come non volerne vedere o accettare l’unicità. Questo concetto è applicabile agli esseri umani così come a ogni elemento di cui il mondo è composto: esiste un’anima che comprende il tutto, ma allo stesso modo ogni singolo ne possiede una, dove per singolo s’intende  un essere umano, un animale, un albero, una pietra, un luogo.

“Le pietre divennero soltanto pietre – gli alberi, alberi; le cose, i luoghi e gli animali non erano più questo dio o quello, ma diventarono ‘simboli’ o si disse che ‘appartenevano’ a questo o quel dio”, spiega James HIllman nel Saggio su Pan. È ciò che accadde quando Pan morì. Mentre era in vita lo era anche la natura, ogni cosa, luogo o animale era abitato dagli dei e tutto aveva una valenza archetipica, una memoria conservata dall’anima. Senza Pan, la natura può essere controllata dal dio Uomo, il quale elimina il concetto spirituale di divino, di anima in nome del materialismo, per cui ogni cosa è semplicemente ciò che si vede. È così che siamo arrivati ai giorni nostri ad avere un mondo in cui tutto è disgiunto e scollegato dal resto, un mondo impazzito da cui sono state sradicate le specificità e l’anima dalla molteplicità, dalla complessità dell’esistenza, in ragione di una fasulla unità globale. Non esiste più il rapporto fra Uomo e territorio, l’economia vede i propri prodotti unicamente come merce di scambio per una pericolosa concorrenza che non fa altro che creare squilibrio e mancanza di democrazia, dove le singole identità dei popoli e dei luoghi non sono salvaguardate, dove le tipicità e le tradizioni locali non sono rispettate. Serve ripristinare un equilibrio ecologico, sociale, paesaggistico e culturale, è necessario tornare a credere a una natura animata e ritrovare il legame con il nostro istinto umano, vivendo nella pienezza e nella bellezza del tutto, uniti da un sentire comune ma allo stesso tempo consapevoli delle specificità di ogni cosa, perché purtroppo quando l’essere umano perde la connessione con la natura e con il proprio istinto, l’immagine di Pan e del Diavolo, si dice, si mescolano. È esattamente ciò a cui stiamo assistendo oggi, una natura in rivolta contro chi l’ha voluta morta.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Il tuo nome