Un gesto che ripetiamo ogni giorno da anni: struccarci.

Niente di strano, no, ma diciamolo: da quando i riflettori sono stati finalmente puntati su tematiche di rilevanza globale, come lo sviluppo sostenibile, abbiamo tutte quante messo in discussione qualche nostra abitudine e aggiustato comportamenti che prima ci sembravano innocui e del tutto normali. Stiamo vivendo un’epoca di grandi cambiamenti e questo fa di noi, e delle aziende che lavorano in modo sostenibile, delle pioniere nella creazione di un nuovo e armonioso rapporto con la nostra Terra. Grazie al web e ai social, possiamo diffondere, comunicare, azzerare le distanze ed essere, così, parte attiva nella trasformazione della realtà che ci circonda.

Basti osservare il processo di metamorfosi in atto nel sistema d’offerta di mercato che, seppur timidamente, incomincia a spostare l’attenzione verso il consumatore più consapevole, a prova di quanto effettivamente pesino le nostre scelte individuali, in un’ottica di mercato globale. Ogni soluzione adottata dal singolo, che raggiunge gruppi di persone, si può ripercuotere intensamente sull’economia, generando una domanda di massa. Paradossalmente, nell’epoca individualista per eccellenza, stiamo tornando a riappropriarci del senso di collettività, a sentire il bisogno di farne esperienza, in un intreccio di connessioni sostenute da collaborazione, cooperazione e partecipazione.

Cosicché, truccarsi, un gesto che a prima vista può sembrare insignificante, convertito in un’azione consapevole e sostenibile, può provocare una serie infinita di reazioni, scatenando piccoli eventi a catena, minuscoli focolai di cambiamento.

Pensate che, utilizzando minimo un dischetto al giorno per struccarci, gettiamo nell’immondizia almeno 365 dischetti l’anno. Moltiplichiamo questo numero per ogni nostra amica o collega, la cifra diventa spaventosamente alta, quindi sì, è ancora più chiaro che possiamo fare davvero la differenza!

Nei negozi che vendono cosmetici naturali possiamo trovare dischetti lavabili realizzati con materiali ecosostenibili, come il bambù, il lino o la spugna marina. Attenzione, perché purtroppo sono stati messi sul mercato anche prodotti riutilizzabili ma non sostenibili, in microfibra, ovvero materiali plastici. Cerchiamo di preferire i primi.

Se abbiamo un po’ di manualità e pazienza, in modo semplice e simpatico, possiamo creare dischetti personalizzati con materiali riciclati: perché anche il riutilizzo è una buona pratica da promuovere, permette di dare nuova vita a ciò che non si usa più.

Prendete vecchi asciugamani e magliette di cotone, con l’ausilio di un bicchiere, tracciate alcuni cerchi e ritagliateli, sovrapponete ora un dischetto di spugna a uno (due se desiderate maggior spessore) di cotone e cucitene il bordo. Potete farlo con la macchina da cucire impostando il punto sopraggitto o zig-zag, ma anche tranquillamente a mano. I dischetti vi daranno due diverse sensazioni: il lato con la spugna sarà ruvido e leggermente esfoliante, mentre quello in cotone più morbido e delicato.

Sbizzarrendovi alla ricerca degli abbinamenti più carini e originali tra le stoffe, potrete realizzare dei graziosi regali per le vostre amiche, associando, magari, un delicato tonico naturale da voi prodotto.

Mi raccomando, ricordatevi di lavare sempre i dischetti con un sapone o detersivo naturale, passaggio fondamentale per una cura completa della pelle e dell’ambiente.

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