Il raso non è un tessuto, come siamo comunemente abituati a pensare, è una lavorazione. Per ottenerlo si può partire da diversi materiali, il più antico e conosciuto è la seta. Ma la seta non ha caratteristiche sostenibili, nonostante rientri tra i tessuti cosiddetti naturali.

Cos’è il raso?

Per capire cos’è il raso dobbiamo partire dalla nozione di filato. Il filato è il filo ottenuto dai processi di lavorazione, detti filatura, delle fibre tessili grezze. Per essere adatto alla tessitura, il filo dev’essere lungo e avere caratteristiche omogenee, continuo e flessibile, in modo da poter essere intrecciato. I filati possono essere prodotti con fibre naturali o tecnologiche, cioè sintetiche, di conseguenza si avranno filati di cotone, di canapa, di acetato (sintetico), ecc.

Con i filati, o fili, attraverso la tessitura si producono i vari tessuti. Ogni tessuto, ovviamente ha caratteristiche ben precise, che dipendono sì dal filato utilizzato, ma anche dal modo in cui viene intrecciato.

La trama e l’ordito

Quando si parla di tessitura ci sono alcuni termini, come trama e ordito, per esempio, che è essenziale conoscere. Andiamo a vedere cosa sono.

Anzitutto bisogna dire che le tessiture più utilizzate in assoluto sono quelle dette a navetta e a maglia. Nella tessitura a navetta si ha un intreccio di almeno due serie di fili, che sono l’una perpendicolare all’altra e che si chiamano trama e ordito. Due termini, questi, che solitamente associamo ad altri contesti. Tramare significa preparare di nascosto un intrigo, un intreccio, in senso figurato. Esattamente il ruolo che, in ambito tessile, svolge la trama: intreccia. Cosa intreccia? Ciò che viene chiamato: ordito. Ordire significa preparare, dare inizio a qualcosa, infatti nel caso dei tessuti, l’ordito è la base, il filo che poi sarà intrecciato dalla trama. Per questo si dice tramare un ordito, proprio perché è il filo della trama (larghezza del tessuto), che va a intrecciare l’ordito (lunghezza).

Come si crea il raso

Una volta ottenuto il filato, la creazione dei tessuti avviene seguendo uno schema ben preciso, chiamato armatura. L’armatura determina il tipo di intreccio che verrà a crearsi nel telaio tra trama e ordito. Sarà l’armatura a definire quale tessuto si andrà a ottenere, partendo dal filato scelto.

Nel caso del raso, che è liscio e lucido, i punti di legatura stabiliti dall’armatura, sono ridotti rispetto ad altri tessuti. Questo serve proprio per conferirgli l’aspetto liscio e non rigato.

Originariamente il raso era prodotto con filati di sola seta, ma la seta, nonostante venga definita sostenibile da alcune aziende, in realtà non lo è fino in fondo. Infatti, purtroppo, affinché i bozzoli di seta si possano mantenere intatti, si uccidono le larve, in modo da non permettere loro di bucare il bozzolo.

Molto più sostenibile è, invece, la produzione di raso di cotone, quando il filato sia ottenuto seguendo i criteri corretti per la salvaguardia dell’ambiente e degli esseri umani.

Una volta ottenuto il raso dal filato di cotone, per conferirgli l’aspetto lucido tipico del raso di seta, si dovrà sottoporre il tessuto a calandratura. Questo processo consiste nel passare il tessuto fra un rullo riscaldato e un manicotto di feltro, in modo che la peluria resti schiacciata.

Se volete saperne di più sui tessuti sostenibili, potete leggere questi articoli:

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tessuti d’ananas

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