Siamo tutti col fiato sospeso in attesa di sapere tra qualche mese se nel 2021 potremo finalmente assistere ai concerti che quest’anno sono stati annullati. Purtroppo la situazione sul fronte sanitario al momento non è rosea, ma bisogna essere positivi. Tutto ciò che ci rimane da fare è aspettare.

Nel frattempo, però, possiamo soffermarci a riflettere, alla luce dei tempi che cambiano, sul tema concerti in relazione a un argomento fondamentale: la sostenibilità.

Plastica e concerti

Avete mai pensato a quanta plastica, per esempio, si utilizza durante i concerti? Plastica che non solo inquina, ma che diventa, oltretutto, anche pericolosa per la sicurezza delle persone. Credo di essere quasi l’unica a infilare nello zaino le bottigliette dell’acqua vuote portandole fino a casa per differenziarle. Bottigliette e bicchieri monouso vengono solitamente lasciati a terra e calpestati, rappresentando anche un potenziale pericolo per chi si trova tra il pubblico.

Abbiamo ancora molti passi da compiere per raggiungere una sostenibilità totale. Dobbiamo capire che il futuro del pianeta non è nelle mani di chi lo governa, ma soprattutto nelle nostre di singoli cittadini.

Due problemi da sottolineare
Primo:

La presenza così consistente di plastica durante questi eventi, denota due tipi di problemi, l’uno in stretta relazione con l’altro. Il primo è di ordine sociale ed evidenzia una popolare mancanza di attenzione a ciò che si fa, che si traduce logicamente in comportamento errato. Il comportamento errato, poi replicato all’infinto, diventa abitudine, consuetudine, come fosse la normalità. L’abitudine si attiva in modo automatico senza più passare attraverso il pensiero, cioè per un’eventuale e consapevole riflessione. C’è bisogno di spezzare questa spirale, c’è bisogno che gli artisti, che spesso si dichiarano amici dell’ambiente, si facciano carico questo enorme problema.

Secondo:

Il secondo problema, che si collega al discorso di cui sopra, riguarda, più in grande, l’organizzazione degli eventi musicali. Oggi la pressione sociale rispetto al tema della sostenibilità è molto forte ed è inaccettabile che ancora non si sia arrivati a una soluzione. Una soluzione necessariamente comune a tutto il panorama musicale e risolutiva in ogni aspetto del problema. Il consumo smodato di plastica durante in concerti si può interrompere proponendo materiali alternativi biodegradabili a impatto zero. Perché ancora non è diventato obbligatorio?

La plastica non è l’unico componente che impatta sull’ambiente

L’impatto dei concerti sull’ambiente, soprattutto quelli dei grandi nomi, non è da sottovalutare, anzi, è enorme. La plastica non è l’unico problema: inquinamento atmosferico dei mezzi di trasporto, consumo energetico e produzione di rifiuti generici rendono ulteriormente impattanti questi eventi. Non tutti i grandi della musica sono sordi alle esigenze del pianeta. Il gruppo dei Radiohead rappresenta un modello senz’altro da seguire. Thom Yorke, leader del gruppo, ha già da diversi anni, preso la decisione di rendere i suoi tour più sostenibili. I cambiamenti applicati vanno dalla sostituzione con lampade a led dei fari di illuminazione del palco al divieto di vendita di prodotti imballati nella plastica. York incentiva, inoltre, l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici stipulando convenzioni che possano favorirne l’uso da parte dei fan.