Leon Battista Alberti, noto per essere stato il primo a scrivere un trattato sulla prospettiva, durante il Rinascimento decantò le qualità della canapa nell’edilizia. Affermò che aggiunta alle malte, ovvero i leganti utilizzati per tenere insieme materiali edilizi, come i mattoni, ne migliorava l’efficacia. L’uso della canapa in edilizia è ricomparso soltanto negli ultimi anni. Purtroppo si è assistito a un soffocamento di questa coltura per lungo tempo e solo ora se ne stanno riscoprendo le meravigliose possibilità.

La canapa ha il vantaggio di essere naturalmente sostenibile. Non necessitando dell’utilizzo di sostanze chimiche per la coltivazione, il fattore biologico è pressoché intrinseco al tipo di coltura. Ecco perché lavorare con questa pianta, non solo fa bene all’ambiente in quanto lo protegge e lo risana, ma rende anche interessante e stimolante occuparsene.

Gli utilizzi più noti sono quelli nel campo della cosmesi, per creme e oli, o della salute come antidolorifico e rilassante naturale. Ma l’uso della canapa sta coinvolgendo diversi settori, grazie alle innumerevoli ed eccezionali qualità di cui dispone. Edilizia, salute, bellezza, tessile, industria del confezionamento e automobilistica: non ci sono limiti alle potenzialità di questa pianta.

Andiamo ora a scoprirne alcuni degli utilizzi meno noti, ma pur sempre curiosi e utili.

L’utilizzo della canapa nella bioedilizia

Stiamo assistendo a una vera e propria corsa alla brevettazione di nuovi materiali a base di canapa nel settore della bioedilizia e l’ambiente di certo non si lamenta, anzi, ringrazia. Gli anni della riscoperta della canapa hanno portato alla (ri)nascita di mattoni, vernici, intonaci e anche isolanti che sfruttano le proprietà di questa pianta. Ad esempio, da uno studio del Centro Ricerche ENEA e Politecnico di Milano, è nato il biomattone, materiale edilizio composto da calce e canapulo. Il canupolo non è altro che il nucleo dello stelo della canapa, la parte legnosa della pianta, che viene triturata e mescolata ad altri componenti. Una volta unito alla calce, si trasforma in pietra attraverso un processo di carbonizzazione. Un esempio è la parete prodotta in questo materiale da Edilcanapa.

canapa

Questi composti hanno caratteristiche di estrema leggerezza, sono isolanti termici e acustici e hanno la capacità di trattenere carbonio riducendo, quindi, l’inquinamento. Ecco perché la canapa è considerata l’innovazione in campo edilizio.

La bioplastica in canapa

Kanèsis, questo il nome della bioplastica a marchio italiano, creata con la canapa. Non solo ogni parte della canapa è utilizzabile in diversi settori, ma anche gli scarti delle lavorazioni, possono trasformarsi in un prodotto utile e sostenibile. Le bioplastiche ovviamente hanno costi più elevati rispetto ai derivati del petrolio, per questo motivo sono sempre state prese poco in considerazione dalle aziende. Ma dal 2025 gli Stati Membri saranno obbligati a ridurre il consumo di plastica, perciò finalmente si potrà sperare in un miglioramento. Parliamo di innovazione non solo per quanto riguarda le plastiche da supermercato come ciotole, packaging, posate, ma anche di soluzioni alternative per cellulari o automobili.

La bioplastica si ottiene dal gambo della pianta, o meglio, dalla cellulosa, un polimero in grado di conferire robustezza e flessibilità. Pensate che la canapa contiene molta più cellulosa rispetto al legno: ben il 65/70% rispetto al 40% del legno.

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