Il culto della bellezza è radicato nella società italiana da ben 3000 anni. Furono gli Etruschi, infatti, il primo popolo a dare significato e valore al bello, definendo i principi su cui noi italiani di oggi basiamo il concetto di armonia. Concetto da cui deriva poi quello di estetica, che indica l’aspetto esterno di qualcosa, ovvero le sue caratteristiche visibili. Lo stile italiano iniziò, quindi, con la civiltà etrusca, la quale conferì alla ricerca della bellezza, carattere di priorità rispetto al resto. La cura del corpo, la raffinatezza degli abiti, appartennero a questo popolo, agli uomini ma anche alle donne, le quali avevano ruolo determinante nella società.

La dea della bellezza, l’armonia divina

La necessità di alcuni popoli antichi di vedere realizzata nel mondo la bellezza, si espresse nella creazione per eccellenza: la dea della bellezza, della fertilità e dell’amore, la cui nascita si ebbe dall’incontro fra terra e cielo. Tutto ciò che era accessibile attraverso i sensi umani, terreno o astrale che fosse, venne racchiuso in un unico concetto: la donna. Per gli Etruschi era Turan, per i Greci Afrodite e per i Romani Venere, la donna, dea, che raffigurava la bellezza, la perfezione divina a cui tendere e ispirarsi. La perfezione richiama a sé l’ordine delle cose. Diciamo infatti essere in ordine quando siamo puliti e abbiamo abiti, capelli e trucco a posto.

Dall’ordine scaturisce l’armonia, che significa impressione piacevole, gradevole, accordo di più elementi che si trovano in equilibrio tra loro, in maniera proporzionata. Il concetto di armonia lo si può vivere in diversi ambiti, in musica un’armonia è un insieme di suoni, di accordi che percepiamo come gradevoli, in estetica l’armonia delle forme può riferirsi al corpo o anche agli abiti indossati.

La donna etrusca

Il nostro amore per l’armonia e la bellezza ha radici molto lontane, che nascono da una civiltà, quella etrusca, che fece della bellezza un culto espresso in ogni gesto, atto o situazione. La donna etrusca era estremamente emancipata, sappiamo che partecipava attivamente alla vita pubblica ed era ammessa ai banchetti. Inoltre passava molto tempo a prendersi cura di sé e del proprio corpo, amava vestirsi bene, in modo elegante e raffinato. Tra i Romani, infatti, si diceva vestire all’etrusca per indicare un tipo di abbigliamento raffinato.

Come si vestivano gli Etruschi?

In Etruria l’abbigliamento era importantissimo, tant’è che esisteva già l’industria tessile. Gli Etruschi avevano gusto per i colori, per le calzature e per gli accessori. I tessuti più utilizzati erano la lana e il lino, il quale veniva spesso adornato con ricami di filo d’oro. Le donne indossavano tuniche, gonne, corpetti, casacche e sopra mettevano un mantello pesante. Curavano il loro corpo con unguenti, maschere, creme e usavano truccarsi sia occhi che labbra.

Per approfondire l’argomento:

https://www.notizieinvetrina.it/abbigliamento-etrusco-come-vestivano-gli-etruschi/

Le radici del gusto italiano

La tensione verso la bellezza e la ricercatezza nei capi e nello stile del popolo etrusco, avevano lo scopo di raggiungere quell’ordine e quell’armonia assoluti appartenenti al soprannaturale, al divino. È quindi proprio a partire dagli Etruschi, che si è tramandato per tre millenni, fino ai giorni nostri, lo stile tipico italiano, quello che oggi tutto il mondo ci invidia e imita. La società etrusca ha dato inizio a una cultura estetica, e non solo, che ha contribuito a formare l’identità italiana. Dal modo di pensare al comportamento, dall’arte alle abitudini, all’abbigliamento, gli italiani si esprimono attraverso un sistema di valori totalmente improntato al gusto del bello e alla ricerca dell’armonia tra le cose.