Il Bananatex, tessuto completamente prodotto con piante di banane, contribuisce allo sviluppo sostenibile in termini ambientali, economici e sociali. La sostenibilità della pianta utilizzata per produrre il tessuto tecnico è stata constatata nel 2015 dopo ben tre anni di ricerche. La famiglia di provenienza, di cui fanno parte sia banane che platani, si chiama Musa, mentre la pianta prende il nome di Àbaca (Musa textilis).

Uno dei motivi della scelta dell’Àbaca, la cui fibra è anche detta Canapa di Manila, è che non ha bisogno di fertilizzanti chimici o di irrigazione. Altro pregio importante di questa meravigliosa pianta, coltivata nelle Filippine, è la sua capacità di rimboschimento. Infatti ha ridato vita a zone delle Filippine precedentemente coltivate a palme da olio, ricostruendone l’ecosistema naturale e restituendo dignità lavorativa ai popoli indigeni.

Il problema delle palme da olio

Vale la pena aprire una parentesi per illustrare, almeno a grandi linee, il problema delle piantagioni di palme da olio. Le compagnie della palma nelle Filippine sono riuscite a entrare e monopolizzare il territorio, infrangendo ogni legge di tutela dell’ambiente. Hanno devastato intere foreste torbiere, prosciugate e incendiate per fare spazio alla produzione di olio di palma esportato poi in diversi paesi del mondo. La convenienza di questo grasso, utilizzato sia nell’industria alimentare che nel settore cura della casa e produzione di biocombustibile, lo rende molto appetibile alle industrie. Queste aziende riescono solitamente a entrare in due modi: corrompendo le amministrazioni locali o minacciando gli agricoltori.

Il risultato di questa operazione è drammatico e comporta l’incremento del rischio di estinzione di alcune specie di animali, e l’alterazione dell’ecosistema. Non solo, ha come conseguenza lo sfruttamento delle popolazioni locali e la perdita di numerose vite a causa dagli incendi appiccati alle torbiere.

La produzione del Bananatex

Il tessuto Bananatex nasce da una collaborazione tra l’azienda di borse svizzera QWSTION, un partner di tessitura e uno specialista di filati di Taiwan. Il processo di produzione parte dagli steli, che vengono deprivati delle foglie (cimatura) poi arrotolate e lasciate a decomporsi per creare fertilizzante naturale. In seguito si procede allo stripping, cioè si pettinano le fibre per separarle poi l’una dall’altra. Nel caso della tinta All Black, una volta selezionate le fibre grezze si colora il filato ricavato attraverso la tintura del filo. Mentre le fibre non subiscono alcun tipo di colorazione quando si tratta della tinta Natural White.

Naturale ma non vegan

Unico punto “debole”, se così si può definire, del Bananatex, è il fatto che sia naturale, sostenibile, ma non vegan. Per rendere il tessuto impermeabile si impiega un componente di origine animale: la cera d’api. La cera d’api è una cera naturale prodotta in piccole scaglie dalle api operaie di età compresa tra i 12 e i 17 giorni. Le api millifere utilizzano poi questa sostanza per costruire le celle esagonali in cui depositeranno le larve, il miele e il polline.