Da ogni esperienza di vita si dovrebbero ricavare insegnamenti, assicurandosi nuovi strumenti per affrontare con maggiori competenze le situazioni più disparate. Nei mesi trascorsi in casa sperimentando una realtà atipica, abbiamo compreso le difficoltà di un’esistenza priva di rapporti sociali. Ma non solo: abbiamo capito quanti legami di interdipendenza origini lo stile di vita attuale, a causa della considerevole specializzazione nei vari settori lavorativi. Ci siamo abituati a rivolgerci a terze persone anche per le piccole riparazioni o accomodature. Insomma, in generale oggi è proprio difficile che le persone sviluppino la propensione per il fai da te.

Si è detto spesso durante il periodo in cui ogni attività era sospesa, che una lezione molto importante andava sicuramente acquisita: imparare a rallentare. Rallentare significa prendersi il tempo per occuparsi di se stessi e questo si può fare in tanti modi. Uno di questi è senz’altro ampliando le proprie capacità in modo da dover ricorrere sempre meno a quelle altrui. Autosufficienza alimentare urbana. Scopriamo cos’è e come può aiutarci.

Permacultura, che cos’è

L’autosufficienza alimentare urbana viene identificata nella permacultura. Esistono due definizioni di permacultura:

  1. Un sistema integrato in evoluzione di specie animali e vegetali utili all’uomo.
  2. La progettazione di paesaggi che imitano modelli e relazioni presenti in natura, che forniscono cibo per soddisfare i bisogni locali.

Il termine permacultura utilizza appositamente la parola cultura e non coltura, proprio per sottolineare l’importanza a livello globale di un pensiero diverso che comprende tutto ciò che ha a che fare con la vita e che non restringe il campo solo all’agricoltura.

L’espressione fu coniata da Bill Mollison e David Holmgren a metà degli anni ’70. Lo scopo della permacultura è quello di costruire un futuro sostenibile, riscoprendo e sviluppando idee e diversità. Tutto questo per riuscire a trasformare i cittadini del mondo da consumatori dipendenti a consumatori responsabili e produttivi. La permacultura è una forma di pensiero che parte dall’individuo, dal locale, per poi allargarsi a coinvolgere ogni collettività.

La permacultura come azione individuale

Cosa può fare ognuno di noi per sviluppare le proprie capacità verso la creazione di un futuro sostenibile?

È possibile realizzare un progetto individuale in permacultura in tanti modi. Uno di questi, accessibile praticamente a tutti, è la progettazione di un orto in balcone, il cosiddetto balcone commestibile. È necessario, prima di tutto, regolarsi in base alle possibilità della struttura di reggere o meno il peso di vasi e contenitori vari. Dopo di che si procederà a organizzare lo spazio attraverso la scelta delle piante adatte al tipo di balcone (alcune colture, come l’insalata, per esempio prediligono zone d’ombra). Oppure si potrebbe pensare di utilizzare anche l’altezza della parete, seminando piante che hanno bisogno di crescere verso l’alto, come pomodori e fagiolini. Sarà necessario applicare graticci o reti, anche costruendoli con il fai da te, per esempio con canne di bambù, esteticamente molto belle ed eleganti.

Ecco come:

https://www.cosedicasa.com/casa-in-fiore/balcone-terrazzo/graticci-fai-da-te-per-i-rampicanti-31166

A questo link trovate altre soluzioni per piccoli progetti in permacultura:

https://autosufficienza.it/10-idee-fai-da-te-per-il-vostro-progetto-in-permacultura/

Una volta raccolti i frutti del vostro lavoro, potrete continuare con i piccoli esperimenti fai da te, imparando a fermentare le verdure, divertendovi:

https://sensoriale.me/fermentare-uno-stile-di-vita/

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