“Mi chiedi quali forze segrete mi sostenessero durante i miei lunghi digiuni? Ebbene, furono la mia incrollabile fede in Dio, il mio stile di vita semplice e frugale e l’aloe di cui scoprii i benefici alla fine del XIX secolo, al mio arrivo in Sud Africa”.

Mahatma Gandhi

 

L’Aloe Vera, nota per le numerose proprietà benefiche, negli ultimi anni ha visto crescere in maniera esponenziale il suo utilizzo. Creme, integratori, cosmetici, ne aggiungono, ormai di consueto, il gel tra gli ingredienti principali.

Da un po’ di tempo a questa parte, le persone sono molto più attente a ciò che mangiano, agli alimenti che inseriscono nella loro dieta. Non solo, tutti siamo ormai bene informati sugli effetti collaterali, soprattutto a lungo termine, che i farmaci hanno sull’organismo.

L’Aloe Vera

L’Aloe Vera è una pianta appartenente alla famiglia delle Aloeaceae. Gli antichi Egizi la definivano la pianta dell’immortalità, infatti vi sono tracce dell’utilizzo dell’aloe nel processo di imbalsamazione dei riti funerari. Si dice che le regine usassero fare il bagno nel suo succo e che l’ancella di Cleopatra sapesse realizzare potenti lozioni di bellezza per la pelle.

I templari, molto attenti all’alimentazione, impararono ad aggiungere al vino di palma, canapa e succo d’aloe. Chiamavano questo intruglio, che costituiva una sorta di segreto di longevità, Elisir di Gerusalemme. Effettivamente alcuni templari raggiunsero età allora considerate molto avanzate, superando anche i 65 anni.

I mercanti arabi introdussero, nel 600 a.C. circa, l’aloe in Persia e India. Si utilizzava la pianta sia per uso esterno che interno. Dopo aver separato il gel dalla scorza coi piedi, si faceva seccare al sole per poi ridurlo in polvere da adoperare come ingrediente per le varie miscele.

I primi medici che utilizzarono l’aloe

Fu del I secolo a.C. la prima descrizione dettagliata della pianta dell’aloe vera, in cui si parlò dell’utilizzo per aiutare infezioni e pelle secca. Dioscoride, botanico e medico greco, che visse sotto l’Impero romano tra il 40 e il 90 a.C., scrisse un erbario. L’opera, che si intitola Sulle erbe mediche, fu utilizzata fino al XVII secolo, quando poi si delinearono le basi della medicina moderna.

Anche Plinio il Vecchio, filosofo e naturalista romano vissuto tra il 23 e il 79 d.C. descrisse le proprietà dell’aloe nel suo trattato Naturalis Historia. Aggiunse altri utilizzi possibili, come il trattamento del mal di stomaco, del mal di testa e della sudorazione.

L’importanza della qualità

Tra le varie proprietà, l’aloe è disintossicante, cicatrizzante, antinfiammatoria. Ma non basta recarsi in un negozio e acquistarla, bisogna fare attenzione alla qualità di ciò che compriamo. È fondamentale non trattare mai l’aloe con agenti chimici in nessuna fase della lavorazione, a partire dalla coltivazione. Per essere efficace e mantenere le sue proprietà, il gel ricavato deve essere biologicamente vivo, cioè opportunamente stabilizzato. Se le foglie non vengono adeguatamente raccolte e lavorate, iniziano il processo di decomposizione, durante il quale il succo perde le sue proprietà. Inoltre, senza il corretto trattamento delle foglie, il gel potrebbe contenere aloina, una sostanza che può produrre reazioni allergiche nei soggetti più sensibili. Oppure creare effetti lassativi. È perciò importantissimo controllare che l’etichetta del prodotto riporti la scritta “gel stabilizzato di aloe al 100%”. E che, infine, abbia un contenuto di polisaccaridi compreso tra i 1200 e i 2000 mg per litro.