La tecnologia ha reso la nostra vita davvero più comoda, non si può affermare il contrario. Gli svantaggi? Sarebbe più opportuno parlare di utilizzo scorretto da parte nostra: dovremmo essere noi esseri umani, in fondo, a poter decidere come e quanto farne uso ma, ahimè, viviamo in un’epoca assai beffarda in cui non è sempre possibile. Le invenzioni moderne hanno superato di gran lunga la nostra capacità fisica di adattarci a esse, pensiamo ai danni provocati al corpo e al crescente aumento di malattie legate allo stile di vita. Il problema è che gli aspetti anatomici e fisiologici dell’essere umano sono ancora gli stessi dei suoi antenati che sopravvivevano grazie alla caccia, alla pesca e alla raccolta di frutti e piante. In sostanza, siamo ancora programmati per svolgere attività fisica continua, ma la vita moderna ci condanna alla sedentarietà, conseguenza di uso smodato della tecnologia, per obbligo o per scelta.

Forse è per questo che il progetto di Bruno Ferrin ha conquistato, e continua a farlo, migliaia di persone.

Bruno è un meraviglioso signore veneto che dal nulla e quasi per caso, racconta, ha creato un parco giochi totalmente ecosostenibile. Ma niente avviene davvero per caso, Bruno ha percorso il suo cammino seguendo il cuore, facendo ciò che lo appassiona e lo rende felice, per questo gli è riuscito tutto alla perfezione.

Era il 15 giugno del 1969 quando lui e la moglie decisero di aprire un’osteria in un pioppeto del trevigiano. Cibo semplice, un po’ di vino casereccio e, con loro gioia e stupore, i clienti arrivarono a centinaia. Bruno si prese cura del suo piccolo progetto con grande entusiasmo, così pensò di costruire un’altalena per il divertimento dei più piccoli e fu proprio l’esatto momento in cui, senza saperlo, posò il primo mattoncino di quello che oggi è un fantastico parco giochi, che ospita ogni anno oltre 30.000 persone. Non ci sono sprechi, le giostre sono costruite a mano con materiali di riciclo e non viene utilizzata corrente elettrica per il loro funzionamento, il quale dipende unicamente dalla forza motrice di chi le usa e dalla forza di gravità. Morale: se ti vuoi divertire devi fare anche faticare un po’. Ed è una formula che funziona splendidamente da oltre 50 anni. Spingere, spostare, tirare… la gioia di lasciarsi finalmente andare dopo aver spinto a mano fino in cima l’abitacolo delle montagne russe, è ancora più grande. Il corpo trova l’allineamento con se stesso e con ciò per cui era stato concepito migliaia di anni fa. Certo, una fatica ridotta rispetto ai nostri antenati cacciatori, ma è proprio la presenza di uno scopo ludico, a permettere il riaffiorare di quell’ancestrale necessità di esercizio fisico che poi, alla fine, tutti noi abbiamo dentro. E dev’essere per forza così, perché il parco Ai Pioppi è un piccolo gioiello fuori dal tempo in cui non esiste età, raccolto in un contesto speciale, dove la natura convive perfettamente a suo agio con il resto: la mano dell’uomo non distrugge, si mescola armonicamente al paesaggio, con rispetto e amore. Il movimento degli uccelli, il fluttuare delle foglie, la caduta di un ramo… sì, Bruno Ferrin trae l’ispirazione per le sue giostre dai movimenti della natura. Ai Pioppi, un luogo magico dove ci si sente liberi di sognare e vivi, così come dovrebbe essere sempre.

“Quando passo le giornate qui e arrivo a casa alla sera, io sento che ho vissuto.”

Bruno Ferrin

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