Quante volte ci innamoriamo di un abito e quasi subito dopo siamo costrette a buttarlo via?

Troppo spesso, gli indumenti non durano che una stagione ed è davvero difficile rinunciare a quella giacca e a quel cappello, che ci facevano sentire così speciali. Li teniamo lì, nell’armadio, nonostante sia impossibile indossarli di nuovo. Quasi come se ci volessimo illudere che un giorno torneranno a essere come prima, ogni tanto li osserviamo, ci ricordiamo del periodo in cui non riuscivamo a farne a meno e alla fine non troviamo mai abbastanza coraggio per distaccarcene. Vorrebbe dire disfarci di un’emozione passata alla quale siamo ancora legate e che vorremmo poter tornare a vivere. L’abito rovinato e usurato diventa un feticcio nostalgico dal quale però, prima o poi, siamo costrette a separarci.

Nell’epoca dell’usa e getta ci stiamo dimenticando del ruolo fondamentale che ricopre l’artigianato, di tutto ciò che viene creato con arte e con amore per durare.

Gli abiti che indossiamo parlano di noi, raccontano la nostra storia e sono, la nostra storia. Acquistiamo un capo d’abbigliamento perché sentiamo che ci rappresenta, ci descrive attraverso le sue forme e il suo colore. È l’emozione che proviamo quando infiliamo la testa nell’armadio per capire chi vogliamo essere quel giorno al ristorante o in ufficio, a scegliere il nostro outifit. Associare un’emozione a un abito va oltre la situazione più o meno formale che stiamo per vivere: sfiliamo davanti allo specchio perplesse, mentre sul letto si accumulano, uno dopo l’altro, i no e all’improvviso… eccolo! L’outifit giusto, quello che ci sa raccontare senza parole. L’istinto ci guida verso ciò, che in quella particolare occasione, abbiamo bisogno di comunicare a noi stesse e agli altri. Se ci pensiamo un attimo, ci rendiamo conto di quanta meraviglia nell’inconscio: sa prima di noi come vogliamo presentarci al mondo. Lo stile che abbiamo, attraverso l’abbigliamento, il trucco, il taglio e il colore dei capelli, parla di noi, a volte mette addirittura in chiara luce ciò che eravamo convinte di aver tenuto ben nascosto.

L’outfit di un giorno importante lo ricorderemo sempre e, indossandolo di nuovo, vestiremo anche un momento della nostra storia, dei ricordi e delle esperienze. Come quando avvertiamo un profumo familiare nell’aria e, respirandolo, riviviamo le sensazioni di una vacanza o un amore passati.

Per questo motivo è terribile la realtà usa e getta: non possiamo più caricare di vita ed energia gli abiti che acquistiamo. In poco tempo le tinte perdono di tonalità, le cuciture cedono, i tessuti si deteriorano e dobbiamo comprarne un altro, che comunque avrà la stessa breve durata.

Abbiamo profondamente bisogno di tornare alla poesia dell’artigianato, alla tradizione sartoriale, a ciò che viene creato con cura, arte, per durare nel tempo e percorrere insieme a noi parte del nostro cammino, come fosse un diario su cui scrivere vissuti importanti, emozioni e segreti.

Trame di stile è questo: la sensibilità artistica di chi si tramanda da sempre la dolcezza del ricordo di un momento felice, di un abbraccio o anche, perché no, di una lacrima.

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